Biografy

"Là dove vi è per voi il bello, vi è la vostra anima. "Socrate"
La mia pratica pittorica si configura come un dispositivo di interrogazione dell’immagine e dei suoi codici percettivi. Non si tratta di un’operazione rappresentativa, ma di un processo di messa in crisi della superficie visiva e delle modalità attraverso cui il reale viene costruito, mediato e consumato.
La ricerca si fonda su una visione epóptica, intesa come percezione simultanea e instabile, nella quale forme e cromie si organizzano secondo dinamiche entropiche. L’immagine non tende alla composizione armonica, ma alla coesistenza di elementi in tensione, generando uno spazio liminale tra visibilità e latenza, tra esperienza sensoriale e dimensione interiore.
Il processo di lavoro è caratterizzato da una temporalità dilatata e da una costruzione per stratificazione. Il gesto pittorico assume una funzione analitica: ogni intervento è necessario e strutturale, ogni elemento visivo è portatore di una densità semantica. I simboli non rimandano a narrazioni esterne, ma operano come residui di memoria e frammenti di senso all’interno di un contesto culturale segnato dalla perdita di riferimenti simbolici condivisi.
La superficie pittorica è concepita come un campo fisico e vulnerabile, assimilabile a una pelle. Il segno non ha funzione ornamentale, ma incisiva: registra una relazione diretta e corporea con il supporto, rendendo visibile il processo e le sue stratificazioni. La pittura diventa così un luogo di accumulazione, cancellazione e riscrittura.
Il lavoro si sviluppa a partire da una frattura tra realtà esterna ed esperienza soggettiva. Questa dissonanza non viene risolta, ma mantenuta come condizione strutturale dell’immagine. Il quadro diventa uno spazio di tensione ontologica tra apparenza ed essere, senza aspirazione a una sintesi pacificante.
Nel contesto contemporaneo, caratterizzato da una sovrapproduzione di immagini e da una progressiva perdita di profondità simbolica, la figura umana assume una dimensione anonima e decentrata. I volti rappresentati non funzionano come ritratti individuali, ma come figure archetipiche e impersonali, espressione di una condizione collettiva di saturazione visiva, isolamento e frammentazione identitaria.
In questo scenario, la pittura si configura come una presa di posizione critica. Non come affermazione dell’ego autoriale, ma come atto di resistenza nei confronti dell’addomesticamento dello sguardo e della riduzione dell’immagine a oggetto di consumo. L’opera non mira all’intrattenimento, ma alla produzione di attrito percettivo e cognitivo.
La ricerca si fonda su un’idea di bellezza non consolatoria, intesa come esposizione delle fratture e delle interdipendenze che attraversano il reale. La pittura diventa uno spazio di interrogazione, in cui l’immagine cessa di funzionare come superficie rassicurante e assume il ruolo di dispositivo critico.
versione Inglese
My painting practice is configured as a device for interrogating the image and its perceptual codes. It is not a representational operation, but a process that destabilizes the visual surface and the ways in which reality is constructed, mediated, and consumed.
The research is grounded in an epoptic vision, understood as a simultaneous and unstable form of perception, in which shapes and chromatic elements are organized according to entropic dynamics. The image does not aim for harmonic composition, but for the coexistence of elements in tension, generating a liminal space between visibility and latency, between sensory experience and the inner dimension.
The working process is characterized by an expanded temporality and a stratified construction. The painterly gesture assumes an analytical function: each intervention is necessary and structural, and every visual element carries semantic density. Symbols do not refer to external narratives, but operate as residues of memory and fragments of meaning within a cultural context marked by the loss of shared symbolic references.
The pictorial surface is conceived as a physical and vulnerable field, comparable to skin. The mark does not serve an ornamental function, but an incisive one: it records a direct, corporeal relationship with the support, making the process and its stratifications visible. Painting thus becomes a site of accumulation, erasure, and rewriting.
The work develops from a fracture between external reality and subjective experience. This dissonance is not resolved, but maintained as a structural condition of the image. The painting becomes a space of ontological tension between appearance and being, without any aspiration toward a pacifying synthesis.
Within the contemporary context, characterized by an overproduction of images and a progressive loss of symbolic depth, the human figure takes on an anonymous and decentered dimension. The depicted faces do not function as individual portraits, but as archetypal and impersonal figures, expressing a collective condition of visual saturation, isolation, and fragmented identity.
In this scenario, painting takes the form of a critical stance—not as an affirmation of authorial ego, but as an act of resistance against the domestication of the gaze and the reduction of the image to an object of consumption. The work does not aim at entertainment, but at the production of perceptual and cognitive friction.
The research is founded on a non-consolatory idea of beauty, understood as the exposure of the fractures and interdependencies that traverse reality. Painting becomes a space of inquiry, in which the image ceases to function as a reassuring surface and assumes the role of a critical device.
"ZEITGEISTTEPERAMENTLOS [SPIRITO - DEL - TEMPO - SENZA - SPIRITO]
Riflesso di un attento "studium" travestito da distratto "punctum" - raccolta di ritratti senza identità - costellazione claustrofobica di tribù urbane - moltitudini solitarie - selfie ugualmente di sé massificati per te distratto - istantanee di un passato presente - colori forti per spiriti fragili - profonda superficialità - spirito - del - tempo - senza - spirito. "
Work in progres - Presentazioni pubbliche
2018 Novembre
*24/11-2/12 Collettiva premio Start dedicato ai vincitori Galleria di arte moderna Via Santa Maddalena a Thiene (VI)
2018 Settembre
* 22/9-14/10 Premio Mestre 2018
Centro Culturale Caldiani Mestre (VE)
* 8/16 Associazione Corte D'Arte
Villa Ca'Beregane, 3 Thiene (VI)
2018 Maggio
2018 Giugno
*Scuderie degli Estensi
2018 Maggio
*26 maggio partecipazione premio Start a Thiene (VI) ex Lanificio Ferrarin
Vincitrice del secondo premio
*26 maggio Ar Saloon collettiva Ariccia